Bruno Bozzetto è tra i più geniali creatori di film animati di sempre, ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino con Mister Tao, è stato candidato al Premio Oscar con Cavallette, eppure mai che ostenti un po’ di presunzione o si atteggi a divo. Anzi. Ha realizzato 7 (sette!) lungometraggi, nonsopiùquanti cortometraggi e uno sproposito di progetti, ma guai a chiamarlo Maestro, lui preferisce Br1, o al limite Bruzzo Bonetto; e se gli fai i complimenti, lui smorza subito i toni, se gli ricordi i mille premi vinti fa così con la mano, come a dire non importa. La fa sempre semplice: un disegno è un’idea con intorno una linea, dice. Certo, ma dipende da che idea, dico io. A lui semmai stanno a cuore i nipoti, i tanti animali, dice che gli basta guardare negli occhi il suo cane per essere felice. In ogni caso, Bruno è la persona più indicata per aiutarci a capire che cosa sia la brevità. Pensate, alle domande ha risposto con meno parole delle mie. Fulmineo. E proprio per questo quel che ci ha detto va meditato di fino, perché riguarda molto da vicino anche chi, come noi, ama lo scriver breve.
La sintesi è un dono o conquista?
Una faticosissima conquista.
Come arrivi, creativamente, al succo delle cose?
Scavo, controllo, provo e di solito getto.
Tecnologia: come se la cava il signor Rossi?
Bene, perché non sa a cosa va incontro.
Animali a fumetti, animali vivi. Un’arca?
Le prove generali per un mondo migliore.
Il registro comico è parente del tragico?
Sì, ma molto più difficile da raggiungere.
Il vero eroe odierno è Mini Vip?
Sì, se per eroe intendi un Non Eroe.
Bruno, riesci ancora a coltivare la speranza?
Sì. Ma spesso mi manca l’acqua.
Grazie infinite, Bruno. Per illustrare l’intervista ho scelto due tuoi splendidi corti, ovviamente; e per colonna sonora il Vivaldi di Allegro non troppo.Che ne dici?
Il signor Rossi si chiede chi mai sia quel tipo lì accanto.
Mi viene in mente il proverbio cinese:
“Più la spiga è ricca di grani e più piega la testa”
Ha ragione. Grazie a nome di Br1, Tiziana.